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L'importanza dei gesti nello sviluppo comunicativo

Hocus & Lotus - L'importanza dei gesti nello sviluppo comunicativo


I gesti? Ma è cosa da primitivi, di gente che non sa parlare!

E poi, non peggiorano la capacità dei bambini di imparare a parlare?

 

Nel senso comune di una volta e forse ancora oggi, il gesto non ha una valenza “nobile”, riservata, invece, alla parola. Parlare usando gesti, per esempio, è visto come “povertà lessicale” mentre riuscire a parlare senza gesti viene considerato esemplare di un parlante colto.

 

Nella ricerca psicolinguistica, invece, il ruolo dei gesti per lo sviluppo comunicativo è sotto i riflettori da diversi decenni. Se la loro importanza è ormai fuori dubbio, la comprensione del meccanismo per cui il comportamento gestuale influisce sul linguaggio necessita ancora di ricerche.

 

Un recente studio di due ricercatrici spagnole, Murillo&Capilla, cerca appunto di portare alla luce la relazione tra gesti e linguaggio analizzando i due aspetti in una fase dello sviluppo comunicativo molto significativa: quella che precede la comparsa delle prime parole.

 

Vediamo prima, in sintesi, che cosa ci dice questo interessante articolo cercando poi di comprendere eventuali implicazioni che i risultati ottenuti dalle due ricercatrici  potrebbero avere per l’apprendimento linguistico dei bambini. 

Un ampio numero di ricerche indicano che sia le componenti vocali sia quelle gestuali influenzano lo sviluppo sociale e linguistico del bambino. Dalla nascita e per tutto il primo anno di vita le vocalizzazioni che il bambino produce da solo o, sempre più spesso, nelle interazioni con gli adulti che si occupano di lui, mostrano un progressivo sviluppo fino ad assumere la forma di sillabe prima e proto-parole poi.

 

Anche i gesti, che compaiono e si sviluppano nel primo anno di vita, costituiscono una parte essenziale del comportamento comunicativo del bambino, tanto che, ad esempio, il gesto di indicazione (se prodotto con una funzione dichiarativa) può predire il successivo sviluppo del vocabolario. 

Si da il fatto che gesti e vocalizzazioni non solo co-occorrono, ma possono essere considerati a ragion veduta parte di uno stesso sistema di comunicazione, che il bambino usa sia prima sia dopo la comparsa delle prime parole.

 

Le autrici del nostro articolo hanno quindi voluto analizzare le caratteristiche delle vocalizzazioni accompagnate o meno da gesti e pertanto hanno osservato a più riprese 6 bambine  tra i 9 e i 15 mesi, vale a dire, nel periodo in cui classicamente si registra la comparsa delle prime parole. 

 

Attraverso l’analisi di diversi parametri delle vocalizzazioni sono stati individuati elementi vocali precursori delle sillabe, con l’ipotesi che avrebbero avuto caratteristiche più mature se accompagnate da gesti di indicazione ed espresse con un’intenzione dichiarativa.

 

I risultati sostengono l’ipotesi che i gesti abbiano un ruolo importante nello sviluppo del linguaggio. Infatti, le vocalizzazioni accompagnate da gesti includono elementi di maggior maturità, e il loro numero aumenta con l’età, a differenza del numero di elementi proto-sillabici non accompagnati da gesti. Alcune proprietà delle vocalizzazioni dipendono inoltre dall’interazione tra gesti e funzione comunicativa: le vocalizzazioni imperative hanno proprietà più mature di quelle dichiarative solo se accompagnate da un gesto. 

Anche altri aspetti vocali della comunicazione (come la durata o l’intonazione) mostrano maggior maturità se la vocalizzazione è prodotta insieme a un gesto.

 

Questi risultati indicano chiaramente che il gesto svolge un ruolo importante nello sviluppo del linguaggio. Questo effetto può essere, secondo le autrici, legato al diverso status comunicativo che le vocalizzazioni con o senza gesti rivestono nell’interazione con l’adulto: infatti, è statisticamente più probabile che gli adulti rispondano in modo significativo a vocalizzazioni accompagnate da gesti (denominando o ampliando l’intenzione comunicativa espressa dal bambino). E’ inoltre più probabile che il vocale accompagnato dal gesto renda la comunicazione del bambino più comprensibile all’adulto

 

L’uso da parte del bambino di una comunicazione multimodale (vocale+gestuale) sembra quindi creare le migliori condizioni per il suo sviluppo linguistico successivo, fornendo un importante stimolo al progressivo adattamento del bambino alle forme vocali mature del linguaggio adulto.

 

Che indicazioni possiamo trarre da questo studio empirico che guidino la nostra attività di insegnamento della lingua?

Innanzitutto una conferma dell’importanza che i gesti prodotti dal bambino piccolo hanno per lo sviluppo linguistico. I gesti sono un’àncora importante non solo per permettere al bambino di comprendere il significato delle parole, ma possono avere un effetto diretto sulla produzione delle parole da parte del bambino. 

 

Anche il dato che le produzioni comunicative dei bambini accompagnate da gesti ricevano maggior considerazione da parte dell’adulto e contribuiscano quindi a rendere ottimale la situazione comunicativa, può essere di sprone da una parte a favorire nei bambini la comunicazione gestuale (ad esempio assicurandoci che i nostri gesti siano ben formati e rappresentativi e possano quindi essere imitati dal bambino) e dall’altra a porre consapevolmente la nostra attenzione anche ai bambini che fanno meno gesti o non ne fanno affatto, e che per questo potrebbero essere in una condizione meno favorevole d’apprendimento.

 

In conclusione: Niente paura, i gesti migliorano il linguaggio, anzi, ne sono una parte fondamentale!


Articolo trattato:
Murillo, E., Capilla, A. (2016). Properties of vocalization- and gesture-combinations in the transition to first words , Journal of Child Language, 43, 4, 890-913.


Riassunto e commento della Dott.ssa Sabine Pirchio.