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Problemi nello sviluppo del linguaggio

Hocus & Lotus - Problemi nello sviluppo del linguaggio


Quale è il meccanismo che si innesta nell'attimo in cui vengono pronunciate le prime parole di un bambino? Tecnicamente cosa succede? Il linguaggio potrebbe sembrare un “atto semplice” che, ad un certo punto, inizia e prende forma. In realtà è un processo che cresce fin dalle prime ore di vita attraverso la creazione di reti neuronali sempre più complesse. In questo articolo di Silvia Crosta comprenderemo meglio le fasi di sviluppo del linguaggio infantile.

 

L'acquisizione del linguaggio inizia nel bambino fin dai primi momenti di vita, si può dire da quando l'apparato uditivo è in grado di fare arrivare al cervello i primi segnali linguistici, e questo accade anche dentro la pancia della mamma; già prima della nascita il sistema di ricezione-decodificazione inizia ad adattarsi, cioè a riconoscere e a familiarizzare con tale tipo di segnali, anche se questi hanno ancora un significato assai limitato e non linguistico.


Dopo la nascita il segnale linguistico proveniente dall'ambiente esterno giunge associato a un oggetto o a una situazione o a un'azione. La parte posteriore del cervello del bambino coglie, confronta e memorizza queste associazioni, e inizia a dare un significato ai segnali verbali che riceve. Quest'opera richiede la collaborazione di ampie parti del cervello, per cui se vi sono lesioni cerebrali estese avviene con difficoltà o non può avvenire.


Cari genitori sapevate che gli stimoli verbali, che provengono dall'esterno, che il vostro bambino riceve sin dai primi mesi di vita attivano ampie reti di neuroni, promuovendo anche lo sviluppo di nuovi collegamenti (sinapsi) tra neuroni e reti neuronali più complesse?


Il cervello nelle fasi precoci di sviluppo tende a produrre un numero di neuroni e di reti neuronali esorbitante, cioè maggiore di quello che potrà poi usare. Gli stimoli, le loro associazioni, e le elaborazioni e i confronti che il cervello opera servono a mantenere in vita i collegamenti tra i neuroni. Infatti, i collegamenti non utilizzati vengono gradualmente a spegnersi, con risparmio di energia. Il linguaggio dei nostri bambini, pertanto, si sviluppa in stretto collegamento con le altre funzioni cerebrali di associazione-elaborazione di segnali, secondo regole generali che valgono per ogni tipo di attività cerebrale.
Ecco, dunque, che possiamo parlare di "plasticità cerebrale". Ma vediamo meglio cosa vuol dire.


Ciò significa che se un'area del cervello che geneticamente è meglio predisposta a un certo tipo di funzione, ad esempio il linguaggio, per qualche patologia o per altri motivi, non funziona adeguatamente, altre aree cerebrali possono, in parte, sostituirsi ad essa per quella funzione. Questo è un importante fattore protettivo che fa sì che i danni cerebrali precoci, a parità di estensione, producano meno danno di quelli che sopravvengono in età più avanzata, quando le funzioni delle varie aree del cervello sono ben assegnate e consolidate. Per tale motivo la patologia del linguaggio del bambino è diversa da quella dell'adulto.


Nel bambino se vi sono lesioni cerebrali precoci vi sono maggiori possibilità, rispetto all'adulto, che la funzione compromessa venga vicariata da altre aree del cervello, limitando così, il danno che ne deriverebbe. Se, d'altra parte, la lesione è lieve, il linguaggio del bambino può organizzarsi utilizzando le aree a cui è geneticamente predisposto, ma con qualche difficoltà e questo può determinare gradi più o meno evidenti di quella che viene chiamata "disfasia evolutiva". Ciò può causare dei ritardi o deficit di acquisizione della fonologia, del lessico e/o della morfo-sintassi.


I nostri bambini potrebbero perciò avere difficoltà nel produrre i suoni giusti all'interno delle parole, o nello sviluppare un vocabolario ricco di parole diverse e adeguato alla loro età, oppure avere difficoltà nel formare frasi corrette.


Lesioni più tardive, quando il linguaggio è già ben lateralizzato e strutturato, portano a quadri clinici assimilabili a quelli dell'adulto. In tutti i casi, comunque, quanto più tempestivamente interveniamo con training riabilitativi e terapeutici adeguati, tanto più il nostro linguaggio sarà sostenuto e meglio potrà svilupparsi.   

 

Lo stimolo costante del bambino è di fondamentale importanza per il suo sviluppo cognitivo e linguistico. A seconda dell'età del bambino, lo stimolo può essere più o meno strutturato. Sicuramente un approccio ludico, con un metodo non tradizionale come quello utilizzato nei corsi di lingue per bambini di Hocus e Lotus è ottimo per attivare le aree recettive del bambino.